Raggi di luce.

La diagnosi medica è un immenso potenziale e un grande limite

22/06/2025

Cosa significa questa affermazione?

L’immenso aiuto che ci offre la medicina moderna è la contestualizzazione di un sintomo, di una malattia, di uno stato d’animo. Avere una diagnosi è un grande aiuto e sostegno.

Questo permette di focalizzare meglio le cure, l’energia che mettiamo nel prenderci cura della situazione in cui ci troviamo e di far fronte, grazie ad aiuti specializzati e più generali, di quello che sta succedendo dentro il corpo e talvolta anche a livello della mente.

Possiamo usufruire di esami medici adeguati, di medicine e di un sostegno da parte di tutto l’apparato medico per migliorare la nostra situazione.

Dov’è il limite?

Ricordiamoci che un sintomo, una malattia, qualsiasi cosa succede dentro di noi che ci allontana dal nostro benessere è sintomo di un disagio interiore. Di qualcosa che abbiamo creato noi e di cui, per la maggiore, non ne siamo inconsapevoli. E che questa espressione del nostro disagio interiore non è stata né riconosciuta né elaborata.

Il limite sta proprio nel fatto che quando siamo di fronte ad un medico e ad una diagnosi medica tendiamo a dimenticarci che siamo noi gli attori principali e che possiamo agire anche noi stessi su quello che abbiamo.

Inoltre quando siamo confrontati ad una diagnosi considerata grave, come può essere il cancro, si spalanca davanti a noi la porta della coscienza collettiva che si è creata attorno a questa malattia: una nube grigia fatta di paure, panico, depressione, insicurezze e pure la possibilità della morte.

Ecco che allora percorrendo una via che non è soltanto quella della medicina classica, possiamo iniziare a riaggomitolare la matassa, dandoci così la possibilità di andare incontro a quello che ha scatenato il sintomo, la malattia o il dolore. Come pure ad accogliere quello che si è attivato a livello emozionale e mentale di cui la medicina moderna non si occupa.

L’impegno richiesto è diverso rispetto ad andare dal medico. Andare dal medico ci porta a diventare gli osservatori di qualcuno che fa qualcosa per noi, senza che noi ci prendiamo veramente cura del nostro malessere. 

L’altra via, quella del prenderci per mano, ci permette di ritrovare una parte di noi che abbiamo dimenticato o che è passata inosservata e che ora richiede la nostra attenzione. Così facendo recuperiamo una parte di noi, e della nostra energia, che è stata dimenticata, ma che la nostra memoria interiore, le nostre cellule, hanno ben presente.

Chi non vuole veramente darsi la possibilità di stare meglio anche a livello emotivo e mentale, e non solo fisico?

Ecco l’importanza di combinare entrambe le modalità.