Raggi di luce.

Noi pensiamo di sapere e così limitiamo l’esperienza

17/05/2025

È stato un pensiero sopraggiunto qualche settimana fa, in passeggiata con una persona a me cara.

La libertà di osservare quel che c’è e che è, senza la necessità di definire alcunché.
Semplicemente stare.
Stare nell’ascolto.
Con i sensi, con il gli occhi del cuore, con il campo energetico. 

Entrare in connessione, privi di un passato, di un pensiero, di un desiderio. Denudati da tutto e aperti ad accogliere, liberando così il momento presente da ogni prigionìa proiettata. 

Offrire presenza alfine di svelarsi e rivelarsi in un incontro nuovo. 
Senza sottostare alle regole di uno schema ormai conosciuto e che si perpetua da anni.
Con l’innocenza e la purezza di un bimbo che sta al gioco e si diverte. E con il discernimento necessario a darne il vero valore.