È stato un pensiero sopraggiunto qualche settimana fa, in passeggiata con una persona a me cara.
La libertà di osservare quel che c’è e che è, senza la necessità di definire alcunché.
Semplicemente stare.
Stare nell’ascolto.
Con i sensi, con il gli occhi del cuore, con il campo energetico.
Entrare in connessione, privi di un passato, di un pensiero, di un desiderio. Denudati da tutto e aperti ad accogliere, liberando così il momento presente da ogni prigionìa proiettata.
Offrire presenza alfine di svelarsi e rivelarsi in un incontro nuovo.
Senza sottostare alle regole di uno schema ormai conosciuto e che si perpetua da anni.
Con l’innocenza e la purezza di un bimbo che sta al gioco e si diverte. E con il discernimento necessario a darne il vero valore.